La diastasi addominale consiste nella separazione eccessiva dei due muscoli retti dell’addome ( i muscoli che vediamo al centro, verticali, nella classica immagine della “tartaruga” che tutti conosciamo). Normalmente questi muscoli sono uniti lungo la linea mediana da un tessuto rigido che si chiama linea alba, è una banda di tessuto connettivo che corre verticalmente lungo la parte anteriore dell’addome, dall’osso del pube allo sterno.
Questa separazione è una condizione relativamente comune che interessa molte persone, donne e uomini!
E’ una condizione fisiologica, cioè normale, nelle donne durante e dopo la gravidanza. In questo periodo della vita, i muscoli retti si separano e si allontanano l’uno dall’altro formando un’apertura più o meno visibile che permane anche in un primo periodo dopo il parto.
Nell’uomo o fuori dalla gravidanza possiamo incontrare ugualmente una situazione di diastasi, soprattutto in persone che eseguono lavori pesanti o praticano sport intensi con carico importante sull’addome e il controllo delle pressioni interne all’addome non avviene in modo corretto. I fattori che predispongono alla separazione dei retti addominali sono l’obesità o alcune patologie come la tosse cronica che implicano una continua e ripetuta pressione addome, la lassità muscolo legamentosa e il rapido aumento o perdita di peso.
Quali sono i sintomi della diastasi addominale?
Il sintomo principale e più frequente è proprio il gonfiore addominale importante che in alcuni casi ha risvolti negativi anche su aspetti psicologici e relazionali della persona. Spesso si ha reflusso, accompagnato da dolore addominale e senso di pesantezza pelvica, talvolta dispnea.
Spesso si nota nei movimenti che la forma della pancia è diversa, al centro si nota un rigonfiamento simile ad una pinna.
Altri sintomi frequenti sono il dolore lombare o al bacino, collegati alla debolezza della parete addominale, e la presenza di incontinenza urinaria e disfunzioni del pavimento pelvico.
Come posso sapere se ho una distasi?
Si trovano in rete tanti video dove spiegano come fare una autovalutazione ma se c’è il sospetto di una diastasi è meglio rivolgersi ad un sanitario.
Durante la valutazione fisioterapica viene valutata la presenza della separazione e la misura funzionale della distanza tra i muscoli retti addominali, insieme alla qualità dei tessuti, alla muscolatura globale dell’addome e dei muscoli ad essa connessi.
Per una diagnosi precisa può essere uno studio ecografico della parete addominale. Ad oggi è considerata diastasi una la distanza tra i muscoli retti che supera i 2,7 cm.
…e se ho una distasi?
Ad oggi per curare la distasi abbiamo la strada chirurgica e il trattamento riabilitativo.
Solo una parte di pazienti ha necessità del percorso chirurgico, viene proposto un intervento di addominoplastica e si rivolge principalmente a distasi che superano i 4/5 cm o che non rispondono al trattamento conservativo.
Il percorso riabilitativo è fondamentale, sia per un trattamento conservativo che in caso di chirurgia. La riabilitazione in caso di chirurgia viene proposta in pre e post operatorio per recuperare la corretta muscolatura e ridurre le recidive
Il “mio” percorso ribilitativo
La mia proposta riabilitativa nei percorsi conservativi della distasi dei retti è sempre basata su una attenta analisi dei muscoli e del movimento globale.
Propongo un percorso personalizzato per equilibrare le tensioni legate alla postura e alle pressioni addominali, per scaricarle correttamente sulla parete addominale. Attraverso terapia manuale ed esercizi specifici, studiati in base alle esigenze del paziente, si raggiunge insieme l’obiettivo di eliminare dolori e sintomi, la tonificazione e il recupero anche estetico della parete addominale.
Se sospetti di avere diastasi addominale puoi seguirmi su Instagram per trovare altre informazioni o contattarmi per una valutazione più approfondita e un piano di trattamento personalizzato. Ricorda che queste indicazioni sono generali e non costituiscono una diagnosi medica.
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