Il pavimento pelvico è quella “base invisibile” che sostiene gli organi pelvici — vescica, utero, retto — e svolge delle funzioni fondamentali per il nostro benessere, ne ho parlato nell’articolo “Pavimento pelvico: cos’è e perchè è importante”
Qui voglio sfatare i falsi miti più diffusi sul pavimento pelvico. Spesso specialmente nel post‐parto o in menopausa — si percepiscono sintomi come perdite urinarie, senso di peso pelvico, dolore o disfunzioni sessuali considerati “normali”, invece queste sono bandiere rosse che meritano attenzione, sono segnali che serve intervenire con la fisioterapia pelvica.
Falso mito 1:
“Dopo il parto, è normale perdere qualche goccia”
Molte neomamme pensano che l’incontinenza urinaria o le perdite post-parto siano inevitabili e che si risolvano automaticamente con il tempo.
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Cosa dicono gli studi
È vero che molte donne sperimentano perdite urinarie (incontinenza da stress) subito dopo un parto vaginale. Questi sintomi in alcuni casi migliorano spontaneamente nelle settimane o nei primi mesi. -
Ma non sempre “passa da sola”: se dopo 6‑8 settimane o dopo pochi mesi il tono muscolare non migliora, il sintomo persiste, è consigliabile una valutazione fisioterapica.
La verità: è “normale” che ci sia un indebolimento nel periodo immediatamente post‐parto, ma non è normale accettare perdite croniche. La fisioterapia, anche iniziata durante la gravidanza, può accelerare il recupero e risolvere i sintomi.
Falso mito 2:
“La menopausa è la causa unica e inevitabile dei problemi del pavimento pelvico”
È vero che con la menopausa ci sono cambiamenti ormonali che influiscono sul tessuto connettivo, sulla lubrificazione vaginale e sul tono muscolare.
Ma:
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Non è l’unica causa. Altri fattori contano molto: sovrappeso, sollevamento di pesi, stitichezza cronica, gravidanza multipla, tipo di parto, abitudini posturali, attività fisica intensiva o non adatta.
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Non è inevitabile che i sintomi peggiorino se si fa prevenzione e si interviene in modo adeguato. La riabilitazione pelvica, l’esercizio mirato e la cura dei tessuti possono mantenere buona funzionalità anche in menopausa.
La verità: la menopausa può “facilitare” il manifestarsi di problemi, ma non costituisce una condanna. Ci sono molte cose che si possono fare per mantenere il pavimento pelvico in forma.
Falso mito 3:
“Se fai sport forte, il pavimento pelvico si rovina”
Questo è uno dei più diffusi, specialmente tra chi ama attività fisica ad alto impatto.
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Alcuni sport — salti, corsa intensa, crossfit, sollevamento pesi —, se eseguiti frequentemente e senza un buon controllo del pavimento pelvico, possono aumentare lo stress su questi muscoli e contribuire a incontinenza, prolassi, ipertono.
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Ma non è lo sport in sé è il problema, bensì la mancanza di consapevolezza, di controllo muscolare, di allenamento specifico. Non tutti hanno gli stessi rischi. Lo sport può essere un’alleata se fatto con criterio.
La verità: allenarsi non è sbagliato, ma serve saper attivare bene il pavimento pelvico, dosare gli impatti, inserire esercizi specifici (rinforzo / rilascio) nel proprio programma.
Falso mito 4:
“Solo le donne hanno problemi al pavimento pelvico”
Spesso si pensa che il pavimento pelvico sia rilevante solo per le donne — soprattutto in gravidanza, parto o menopausa.
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In realtà anche gli uomini hanno pavimento pelvico, e possono avere disfunzioni analoghe: incontinenza, dolore pelvico, difficoltà nella continenza fecale o urinaria, problemi di erezione etc. Alcuni miti nascono dal fatto che le problematiche femminili sono più visibili e più discusse pubblicamente.
La verità: il pavimento pelvico è un sistema anatomico presente in tutti; molte disfunzioni sono condivise, e la fisioterapia pelvica è utile sia per donne che per uomini.
Falso mito 5:
“Se non senti dolore, vuol dire che è tutto ok”
Molte donne ignorano i sintomi di rilassamento, sensazione di peso, cambiamenti nella percezione corporea, finché non c’è dolore o perdita importante. Ma il dolore è spesso l’ultimo stadio.
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La sensazione di peso pelvico o la difficoltà di “trattenere” in certe posizioni possono essere segni precoci di disfunzione. Ignorarli può far peggiorare la situazione.
La verità: non serve arrivare al dolore o al prolasso evidente per chiedere aiuto. Agire prima spesso significa interventi meno invasivi, maggiore efficacia della fisioterapia.
Falso mito 6:
“Gli esercizi di Kegel bastano sempre”
“Sì, fai i Kegel, contrai, rilassa, ripeti” – è uno dei consigli più dati, ma spesso scontato e usato male.
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Alcune persone non sanno attivare correttamente i muscoli: contraggono glutei, addominali o glutei invece del pavimento pelvico.
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Il solo esercizio di Kegel, senza valutazione del tono, della coordinazione, della resistenza, può non essere sufficiente. Serve un approccio personalizzato.
La verità: gli esercizi di Kegel sono uno strumento utile, ma devono essere inseriti in un percorso completo: valutazione, esercizi specifici, biofeedback/elettrostimolazione se necessario, modifiche dello stile di vita.
Altri miti frequenti
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“Un cesareo evita danni al pavimento pelvico” – il parto cesareo può ridurre il rischio di alcuni danni rispetto al parto vaginale, ma non garantisce protezione totale. La gravidanza stessa, gli ormoni, l’aumento di peso, la pressione addominale esercitata durante la gravidanza influenzano comunque il pavimento pelvico.
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“Prevenire significa solo esercizi” – la prevenzione efficace comprende anche: gestire la stitichezza, evitare il sovrappeso, correggere postura, corretta gestione delle pressioni intra addominali, evitare sforzi eccessivi, allenamento mirato.
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“I dispositivi esterni come pesi vaginali o coni sono sempre utili” – possono aiutare, ma non sono una panacea. Serve che siano usati al momento giusto, con supervisione professionale, inseriti in un percorso fisioterapico.
hai questi sintomi?
Ecco cosa puoi realmente fare per evitare che i falsi miti si trasformino in limitazioni permanenti:
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Valutazione personalizzata: il primo passo è rivolgersi a un professionista valuta tono muscolare, coordinazione, forza, elasticità, presenza di dolore o scarso rilascio (ipertono).
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Esercizi specifici: rinforzo, rilascio, coordinazione, resistenza: non solo “Kegel” ma un set di esercizi mirati al tuo problema, inseriti in piano terapeutico personalizzato.
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Tecniche ausiliarie: biofeedback, elettrostimolazione, radiofrequenza, uso di coni o pessari vaginali se indicati.
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Modifiche dello stile di vita: gestione del peso, alimentazione che aiuti a evitare stitichezza, lavoro di postura, attività fisica adeguata.
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Supporto nel post‑parto e in menopausa: protocolli specifici nel tempo, se necessario adattamento della terapia alle fasi della vita.
ricorda
Il pavimento pelvico non è un “tema da accettare” ma una parte essenziale del tuo benessere. Se hai mai pensato che certi sintomi fossero “normali e immutabili”, ripensaci: molti di questi possono migliorare, e spesso evitarli o attenuarli con un percorso di fisioterapia.
Se ti riconosci in alcuni dei sintomi che ho descritto — perdite, senso di peso, dolore, difficoltà o dolore nei rapporti o cambiamenti dopo parto o menopausa — non aspettare che diventino la norma.
Contattami per una valutazione professionale: insieme possiamo capire cosa è “normale per te” e cosa invece può essere migliorato.
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