Hai mai sentito parlare di prolasso degli organi pelvici, ma senza capire davvero cosa significhi?
Magari ti è stato nominato durante una visita, oppure hai cercato online dopo aver avvertito una strana sensazione di peso… e ti sei spaventata.
Partiamo da un punto fondamentale: il prolasso non è una problematiche solo delle donne anziane e non è una rarità!
il prolasso pelvico quanto è frequente?
Il prolasso degli organi pelvici riguarda circa una donna su cinque nel corso della vita. Eppure se ne parla poco, spesso male e quasi sempre in modo allarmistico.
Molte donne convivono con un prolasso lieve senza saperlo. Altre scoprono di averlo per caso, durante una visita ginecologica.
Cos’è il prolasso degli organi pelvici (in parole semplici)
Il prolasso degli organi pelvici è una condizione riconosciuta e studiata a livello internazionale: le linee guida internazionali sul prolasso lo descrivono come una perdita di supporto dei tessuti che sostengono gli organi della pelvi.
Il prolasso si verifica quando uno o più organi della pelvi — vescica, utero o retto — perdono parte del loro sostegno e scendono verso il basso.
Questo accade perché il pavimento pelvico, cioè l’insieme di muscoli e tessuti che sostiene questi organi, non riesce più a contrastare bene le pressioni quotidiane (stare in piedi, sollevare pesi, tossire, fare sport).
Importante: prolasso non significa che “qualcosa cade fuori”, né che sia sempre visibile o doloroso.
Foto da myPFM
I diversi tipi di prolasso
Il prolasso può coinvolgere:
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la vescica (cistocele)
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il retto (rettocele)
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l’utero (prolasso uterino)
Può interessare un solo organo o più organi insieme.
Ed è diverso dai prolassi anali, che non coinvolgono il comparto anteriore.
I gradi di prolasso: non tutto è “grave”
In ambito medico esistono classificazioni precise, ma nella pratica possiamo semplificare così:
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Grado lieve: l’organo è leggermente sceso
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Grado moderato: arriva all’apertura vaginale
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Grado più avanzato: può sporgere all’esterno
La maggior parte dei prolassi diagnosticati sono di grado lieve o moderato e non richiede automaticamente un intervento chirurgico.
I sintomi più comuni (e perché spesso confondono)
Molte donne descrivono:
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sensazione di peso o ingombro
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fastidio che peggiora a fine giornata
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la sensazione che “qualcosa scenda”
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una “pallina” percepita durante l’igiene intima
Secondo fonti mediche internazionali, questi sono tra i segnali più comuni del prolasso degli organi pelvici e possono variare nel tempo.
Non sempre c’è dolore.
E spesso queste varie sensazioni vanno e vengono, cambiando in base a:
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stanchezza
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attività fisica
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ciclo, post-parto, menopausa
Questo è un punto chiave di cui si parla raramente: il prolasso non è statico, è una condizione che può fluttuare con differente sintomatologia.
Foto da Freepik
Quando preoccuparsi?
Se avverti questi segnali, non allarmarti, ma non ignorarli.
Una valutazione da parte di un professionista esperto in pavimento pelvico permette di:
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capire di che tipo di prolasso si tratta
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valutarne l’impatto sulla tua vita
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impostare un percorso conservativo personalizzato
Intervenire presto fa la differenza.
Il prolasso degli organi pelvici si può gestire e spesso migliorare.
La riabilitazione del pavimento pelvico è oggi il trattamento conservativo di prima scelta per molti tipi di prolasso.
È un segnale che il tuo corpo ti sta chiedendo attenzione.
E adesso?
Nel prossimo articolo parleremo di: come si manifesta il prolasso nella vita quotidiana, perché i sintomi cambiano e come riconoscere i segnali senza farsi spaventare.
Intanto se hai qualche dubbio o vuoi iniziare a prenderti cura del tuo pavimento pelvico puoi chiamarmi o prenotare una consulenza gratuita:
E-mail: info@giuliagrazianifisioterapista.it
Tel: +39 333 205 7250

