La prostatectomia è l’intervento chirurgico proposto in prima linea per il trattamento delle patologie tumorali della prostata (Baumann, 2022). L’effetto collaterale più comune della prostatectomia è l’incontinenza urinaria maschile da sforzo: fino al 90% dei pazienti può presentare perdite urinarie dopo l’intervento alla prostata (Rahnama, 2021; Milios, 2019). I sintomi iniziano in genere precocemente, dopo la rimozione del catetere (Chitre, 2023).
Spesso i pazienti lamentano perdite anche durante semplici attività quotidiane, come alzarsi dal letto o da una sedia. Questo impatta non solo sulla qualità della vita, ma anche sull’aspetto psicologico, sulla fiducia in sé e sulla ripresa della vita sociale e lavorativa.
perché si verifica l’incontinenza urinaria dopo la prostatectomia?
La continenza urinaria, ovvero la capacità di controllare il flusso dell’urina, dipende dalla chiusura di due sfinteri che circondano l’uretra nella porzione prostatica. Lo sfintere uretrale interno è situato nella parte superiore della prostata, mentre lo sfintere uretrale esterno si trova nella porzione inferiore.
Il loro lavoro di contenimento è automatico e inconscio. Non dobbiamo pensarci!
Tuttavia, durante la prostatectomia radicale, questi sfinteri possono essere danneggiati o irritati, compromettendo la loro funzionalità. In questo caso, la continenza può essere recuperata rafforzando i muscoli del pavimento pelvico, che controllano volontariamente la parte terminale dell’uretra e sono muscoli controllabili con la volontà.
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Il ruolo della fisioterapia del pavimento pelvico dopo la prostatectomia
La figura sanitaria specializzata nella riabilitazione e del recupero muscolare è il fisioterapista e ciò vale anche per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico maschile in caso di prostatectamia.
Numerosi studi indicano che fino al 94% degli uomini può ottenere un recupero del controllo urinario entro 3 mesi, seguendo un programma di fisioterapia per l’incontinenza urinaria regolare e personalizzato (Chitre, 2023). Inoltre, iniziare gli esercizi prima dell’intervento migliora ulteriormente i risultati.
Le evidenze cliniche dimostrano che il percorso riabilitativo seguito con un fisioterapista esperto è più efficace rispetto a un programma svolto in autonomia (Baumann, 2022). Questo perché il professionista verifica che il paziente attivi correttamente i muscoli del pavimento pelvico, eseguendo esercizi efficaci ed evitando compensi inefficaci.
Se ho incontinenza, come devo esercitarmi?
Molti conoscono i famosi esercizi di Kegel per il pavimento pelvico, ma non tutti li eseguono correttamente. Questi esercizi sono utili solo se si attivano davvero i muscoli giusti.
Nella mia pratica clinica, incontro spesso pazienti convinti di eseguire correttamente gli esercizi, ma che in realtà attivano i muscoli sbagliati: addominali, glutei o la muscolatura interna delle cosce. In questi casi, il rinforzo del pavimento pelvico non avviene e l’incontinenza persiste.
Un percorso personalizzato di fisioterapia per l’incontinenza maschile
Come fisioterapista specializzata nelle disfunzioni pelviche maschili, propongo programmi di riabilitazione personalizzati e monitorati. Ogni uomo ha una storia diversa e un recupero efficace dipende dalla scelta degli esercizi giusti e da un piano terapeutico domiciliare correttamente strutturato.
Il mio consiglio è di iniziare il percorso fisioterapico il prima possibile, per ridurre i tempi di recupero e tornare a vivere con serenità.
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